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Wunnish! - Alimurgia e piante selvatiche utili

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Introduzione



Qui trovate la bozza del lavoro che volevo fare (abbandonata per carenza di collaborazioni...):
http://www.forumetici.it/wiketica/index.php?title=Alimurgia
Si tratta quindi di un insieme di schede informative sulle singole piante con indicati gli usi culinari e fotografie che consentono una chiara identificazione. Non riporterò la descrizione botanica delle piante in quanto fuori dalla mia competenza e possibilità.
Inoltre avvierò un progetto di "coltivazione" (su piccolissima scala!) di queste piante, per ottenere semi da distribuire a chi li volesse.

L'elenco crescerà poco per volta. Se volete aiutarmi siete i benvenuti! Scrivete a wunnish CHIOCCIOLA altervista PUNTO org

Schede delle singole piante



Perchè raccogliere piante selvatiche

I raccoglitori sono per definizione i popoli con il minore impatto ambientale. Mangiano quello che trovano e se non trovano più nulla perchè hanno mangiato troppo (o sono diventati troppi) non mangiano più. Il sistema tende spontaneamente all'equilibrio. Ma anche in un sistema complesso di coltivatori-costruttori-sfruttatori-sfruttati-nullafacenti come il nostro raccogliere piante selvatiche per allestire un piatto particolare può essere un rituale carico di significati. E nel "mio" mondo della Decrescita può essere una risorsa importante, da usare con saggezza (che deriva dalla Conoscenza e dal rispetto delle regole della Creazione).
Ecco perchè le foglie di tarassaco possono essere più buone della lattuga coltivata. Come corollario all'alimurgia (cioè lo sfamarsi con le piante selvatiche) c'è poi tutto un mondo di Cultura che utilizza le piante come risorsa fondamentale per costruire ciò che serve, per curarsi e in definitiva risolvere i problemi. Sapere che è sparito rapidamente negli ultimi 50 anni. Purtroppo questa Conoscenza era quella necessaria per vivere con il minor impatto ambientale possibile. Non sto dicendo che non si possa migliorare questo Sapere, sto dicendo che da lì bisogna partire.

Piante selvatiche come indicatori ambientali

Leggendo il libro "Phytoalimurgia pedemontana", risulta subito chiaro dal confronto fra lo scritto del Mattirolo (1918) e quello di Bruno Gallino e Giorgio Pallavicini (2001) che l'ambiente "selvatico" è molto cambiato. Piante che venivano definite diffusissime e infestanti sono ora rarissime. E' quindi chiaro che anche le zone "non antropizzate" in realtà subiscono il nefasto influsso umano. Conoscere quelle che per molti sono solo "erbacce" è quindi importante anche per valutare i cambiamenti del nostro ambiente.

Piante selvatiche coltivate

Non bisogna dimenticare poi una possibilità secondo me allettante, cioè quella di poter coltivare nel proprio orto le rustiche piante selvatiche invece delle loro delicate cugine selezionate. In questo modo si possono risparmiare trattamenti e concimazioni. Le modalità di propagazione di queste piante (in genere tramite semi) si possono trovare sul sito Plants for a Future.
Belle foto e interessanti ricette si trovano anche sul blog: http://cucino-in-giardino.blogspot.com/

Iniziative

In compagnia di alcuni amici abbiamo organizzato un'uscita con annessa cena alimurgica. Trovate tutto alla pagina Cena alimurgica.

Bibliografia

Link



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