Il percorso che andiamo a fare coinvolge varie vallate
minori oltre a quella del'Arda che è la più conosciuta e
vasta. Sempre muniti della vostra cartina della provincia raggiungiamo
ora da Piacenza ( prendendo la S.S. 10 per Cremona) il paese di Caorso,
che troviamo dopo 13 chilometri. Famoso per la centrale nucleare ora inattiva
Caorso ci offre in centro paese la sua bella rocca .Poco lontano, a Zerbio,
troviamo l'accesso per l'oasi De Pinedo (vedi
nostro relativo itinerario).
Rocca di Caorso 
Il fortilizio ora sede comunale è sorto nel 1205 e fu teatro
di innumerevoli avvenimenti storici. Costruito come baluardo contro la
rivale Cremona fu anche occupato dal Pallavicino, passando poi di mano
a varie famiglie nobili di cui ultima fu quella dei Mandelli.
Notevole la torre con torretta ottagonale e la bella facciata, difficili
le inquadrature della restante costruzione circondata da case. Il paese
è attraversato dal torrente Chiavenna che sfocia in Po a S. Nazzaro
in un ansa molto bella prima dello sbarramento di isola Serafini.
Dato che la nostra prossima tappa è Monticelli, sempre sulla
S.S.10 , per chi volesse fare una sosta fluviale è possibile prendere
dopo 2 chilometri lasciato Caorso la deviazione per S. Nazzaro. In centro
paese c'è l'accesso al lungo Po.
Rocca di Monticelli. 
A 8 chilometri da Caorso troviamo Monticelli, capitale dell'aglio
oltre che bella cittadina.
La rocca si raggiunge con una deviazione a sinistra all'ingresso del
paese.
Di pianta quadrata con torri rotonde ai vertici, ha anche al centro
dei due lati est-ovest due torri quadrate, di cui una funge da mastio,
con ponte levatoio oggi in muratura. Il giro attorno rende appieno l'imponenza
della costruzione che pur in condizioni mediocri offre ancora un magnifico
colpo d'occhio. La costruzione venne iniziata dal marchese Rolando Pallavicino
nel 1413 e ultimata dal figlio Carlo nel 1458. La rocca è adibita
oggi anche a sede del museo del Po e del museo Etnografico (visita a pagamento,
per informazioni 0523 827185). Riprendiamo la strada per Cremona e a 2
chilometri da Monticelli lasciamo la S.S. 10 e imbocchiamo la strada a
sinistra che porta a S. Pietro in Corte e successivamente ( 6 Km.) a S.
Pietro in Cerro.
Castello di S. Pietro in Cerro 
Fondato nel 1491 dai Barattieri il castello, più dimora gentilizia
che fortilizio, ha torri angolari e un mastio d'ingresso. L'interno molto
interessante e ben conservato è visitabile a pagamento.
Per informazioni I.A.T. PC 0523 329324.
Proseguiamo per Cortemaggiore, (4 Km.) capitale un tempo dello
stato del Pallavicino, cui deve la fondazione nel 1480, e in tempi più
recenti dell'Agip Petroli. La cittadina è veramente bella e la via
principale con i suoi portici merita una passeggiata. Dopo la piazza prendiamo
a destra la strada per Piacenza e dopo 5 chilometri troviamo Chiavenna
Landi sul torrente omonimo.
Torre di Chiavenna Landi 
La torre o meglio il torrione è posto alla sinistra. Fu costruito
dai Landi agli inizi del 1200 e presenta merli e caditoie in buono stato
di conservazione.
Superato il paese a sinistra prendiamo la deviazione per Saliceto e
quindi la via Emilia (5 km.).
Raggiunta la via Emilia svoltiamo a destra verso Cadeo (dove esisteva
un castello del 1300 distrutto successivamente) e in centro paese ,a sinistra,
prendiamo la deviazione per Carpaneto.
Siamo in val Chero e la nostra prossima tappa è Zena,
a 4 chilometri circa.
Castello di Zena 
Presidio del Comune piacentino sostenne nel 1200 circa un assedio
da parte delle truppe cremonesi
e fu ristrutturato nel '700 trasformandosi in dimora nobiliare. E' proprietà
privata.
Proseguendo verso Carpaneto dopo un chilometro e mezzo circa , a sinistra,
in prossimità della deviazione per Chero troviamo il castello di
Cerreto
Landi.
Castello di Cerreto Landi 
Il fortilizio è notevole e presenta 4 torri quadrate di cui
una con resti del ponte levatoio e del fossato. Costruito nel '300 dalla
famiglia Landi a difesa del relativo feudo, passò in varie mani
e oggi è proprietà privata. Il castello è circondato
da un bel parco.
Lasciamo Cerreto e proseguiamo per Carpaneto (a 2 Km.), capitale della
val Chero e della coppa piacentina.
Castello di Carpaneto 
Mimetizzato al centro del paese il castello, di cui sono visibili
i resti delle mura scarpate e il loggiato interno, è sede del Municipio.
Il castello fu feudo della famiglia Scotti nel 1300, ma le sue origini
sono anteriori.
Fatta merenda con l'eccellente "coppa" della zona prendiamo la provinciale
verso Castell'Arquato
e dopo 2 chilometri circa troviamo Ciriano, dove giriamo a destra prendendo
la strada per Travazzano (caratterizzata dai cartelli gialli dei 3 castelli
che andiamo a vedere).
Castello di Case Bruciate. 
A un chilometro da Ciriano, il castello pur ristrutturato in abitazione
civile, offre ancora un bel colpo d'occhio. Un cartello poco avanti indica
a sinistra la Torre di Masana, una chicca per gli appassionati di
ruderi a un chilometro circa di strada bianca......
Proseguiamo verso le colline e dopo un paio di chilometri ecco la mole
imponente del castello di Travazzano.
Castello di Travazzano 
Il castello presenta dimensioni notevoli, con un grande mastio e
due torri angolari ( erano 4),
ma purtroppo è notevolmente degradato. Sorto appena dopo il Mille,
(1088) fu teatro di vari scontri tra nobili del tempo e ospitò anche
un imperatore, Lotario. Fu in seguito distrutto e ricostruito passando
di mano a varie famiglie, tra cui gli Scotti, e infine al Seminario di
Bedonia.
Proseguiamo per 4 chilometri e troviamo il castello di Magnano
Castello di Magnano 
Le mura merlate e le due torri, una quadrata ed una rotonda, caratterizzano
questo fortilizio del 1300, posto in posizione dominante le valli intorno.
Molto ben conservato, fu degli Scotti fino al 1800 . Oggi appartiene ad
una famiglia lodigiana di S. Fiorano.
E' necessario tornare a Travazzano dove, appena dopo il castello sulla
sinistra, imbocchiamo la strada per Rezzano che raggiungiamo dopo un paio
di chilometri girando a sinistra raggiunta la strada di fondovalle.
Castello di Rezzano (resti). 
Pur segnato da cartello indicatore risulta difficile identificare
parti dell'antico castello nella costruzione che ospita oggi una bella
azienda agricola. Il fortilizio fu infatti smantellato nel primo
'800, dopo aver vissuto vicende storiche notevoli tra guelfi e ghibellini
fino ai tempi dei Farnese.
Proseguiamo verso le colline e a 3 chilometri incontriamo Badagnano,
caratterizzato sulla destra da un grande calanco oltre il torrente Chero
. Siamo nel parco del Piacenziano, quindi guardare ma non toccare i fossili....
A Badagnano è presente una bella costruzione fortificata.
Fortilizio di Badagnano 
Grazie alla solida struttura tutta in sasso la costruzione si presenta
ancora in buono stato ed è oggi destinata ad abitazione rurale.
Proseguiamo oltre Badagnano e sulla destra dopo un chilometro circa
troviamo il castello di Olmeto
Castello di Olmeto 
Posto sulla riva destra orografica del torrente ( quindi c'è
un guado per raggiungere la costruzione..)
questo castello duecentesco è, come molti altri, sede di un azienda
agricola. Conserva ancora due torri rotonde e il portone d'ingresso, oltre
a una storia dignitosa che contempla una sua distruzione
da parte dei Cremonesi nel 1216 e nel '500 la conquista da parte degli
Scotti di Carpaneto.
E' l'ultimo castello della val Chero, proseguendo si può arrivare
a Rustigazzo e di qui a Velleia Romana, la piccola Pompei del nostro
Appennino.
Ci rimangono i castelli dell'alta val Chiavenna e della val d'Arda,
che saranno oggetto del prossimo itinerario.
Bibliografia: I castelli del Piacentino - Carmen Artocchini - Ed. TEP Piacenza
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