Castelli e torri di val d'Arda, Ongina e Chiavenna (2)

Questo itinerario completa il panorama sui castelli e torri del piacentino. A prima vista è più ridotto degli altri ma in effetti comprende due località che da sole richiederebbero almeno una giornata di visita: Castell'Arquato (vedi ns. Itinerario) e Vigoleno (vedi ns. itinerario Parco Stirone). 

Da Piacenza prendiamo la via Emilia verso Parma e 5 chilometri dopo Fiorenzuola troviamo Alseno. 
 
 

Castello di Alseno 


Il castello è sulla destra a fine paese ma vederlo è praticamente impossibile in quanto nascosto dagli alberi e da una collinetta. Costruito dai Landi nel 1200 dopo una precedente distruzione, fu conformato successivamente a palazzo fortificato. 

Proseguiamo per un paio di chilometri sulla via Emilia fino alla deviazione a destra per Castelnuovo Fogliani. Dopo circa un chilometro imbocchiamo la deviazione a sinistra che porta al paese. 
 
 

Castello di Castelnuovo Fogliani   


All'ingresso del paese svoltiamo a sinistra dove è ben visibile la torre comunale del 1189, unico residuo dell'antico castello. Nel Settecento la fortezza ,o meglio quanto ne rimaneva, fu trasformata dagli Sforza Fogliani in palazzo nobiliare e tale si presenta tutt'ora, con giardino all'italiana e bel parco all'inglese. Il tutto è oggi , a seguito di un lascito del 1925, proprietà dell'Università Cattolica del Sacro Cuore che la utilizza come sede di studio e di convegni. 

E' possibile visitare il complesso. (tel. 0523/51645) . 

Torniamo verso il paese e proseguiamo diritto verso Salsomaggiore. 

Dopo 5 chilometri circa si attraversa lo Stirone in località Scipione Ponte ( anche qui c'è un bel castello ma essendo territorio parmense esula dal nostro programma...) dove siamo nel territorio del Parco fluviale dello Stirone. Teniamo la destra e proseguiamo per circa 3 chilometri fino ad un ponte che fa da confine tra Parma e Piacenza. Il borgo di Vigoleno domina la valle e si raggiunge riattraversando lo Stirone , dopo un chilometro circa di tornanti. 
 
 

Castello di Vigoleno  


Il borgo di Vigoleno è un vero gioiello da guardare con cura. Il castello che lo domina appartenne al comune di Piacenza (metà del milleduecento) poi al Pallavicino e agli Scotti. Il rivellino, l'imponente mastio e le mura sostennero più di un assalto da parte di parmigiani e pontifici , subirono distruzioni e furono ricostruite nel 1389 . Nel borgo da ammirare la piccola pieve romanica di S..Giorgio databile al 1200 circa. La località nei giorni festivi è meta di notevole affluenza turistica e in determinate occasioni si può visitare anche il castello. 

Lasciamo a malincuore Vigoleno e torniamo facendo la strada dell'andata per un chilometro fino al bivio dopo il cimitero. Qui giriamo a sinistra e raggiungiamo la strada di fondovalle dove svoltiamo a destra . Dopo poco sulla sinistra imbocchiamo la deviazione che porta a Bacedasco Alto e che corre sul crinale tra l' Ongina e l'Arda. Dopo 6 chilometri tra calanchi e vigne ci appare a sinistra la val d'Arda con Castell' Arquato e le sue torri. 
 
 

Rocca di Castell'Arquato   

 
    


Toponimo derivato secondo alcuni da un presunto fondatore, certo Caio Torquato, secondo altri dalla conformazione del Borgo ( castrum arquatus), sta di fatto che di epoca romana non risultano notizie precise su Castell'Arquato, che è invece un eccezionale esempio di borgo medioevale.

Non si può certo limitare la visita alla stupenda Rocca Viscontea , così come tentare in poche parole di riassumerne la storia. Lasciamo a qualche immagine il compito di segnalibro per voi, rinviandovi al relativo itinerario che trovate sul nostro sito..... 

Per informazioni: I.A.T. 0523 803091 

Finita la visita a Castell'Arquato proseguiamo verso Lugagnano, risalendo la sponda sinistra orografica del fiume sovrastati da numerosi calanchi . 

Giunti a Lugagnano attraversiamo il paese seguendo le indicazioni per il Parco Provinciale. Fuori paese dopo circa un chilometro troviamo una chiesetta e il bivio per la val Chiavenna. Teniamo la destra e scendiamo verso valle. Dopo un paio di chilometri a sinistra c'è la deviazione per Prato Ottesola. Si attraversa il Chiavenna e su una collina coperta di vigneti vediamo il castello. 
 
 

Castello di Prato Ottesola 


Edificato nel 1453 dalla famiglia nobile dei Mancassola il castello è al centro di un azienda agricola moderna molto estesa . Il suo profilo tra gli alberi è quanto si può cogliere dal basso ed è a quello che ci siamo limitati noi. 

Torniamo sui nostri passi verso il ponte ma non lo attraversiamo e teniamo la strada che corre lungo la riva sinistra. Dopo un chilometro sulla nostra destra una bella costruzione che ha tutte le caratteristiche di un piccolo castello rurale: la Torricella di Chiavenna Rocchetta.


Superata questa costruzione contornata dai calanchi attraversiamo il fiume al primo ponte e riprendiamo la strada verso valle. Dopo 3 chilometri arriviamo alla frazione di Montagnana. 

A sinistra il cartello dell'azienda vitivinicola omonima ci annuncia la Pusterla. 
 
 

Torrione della Pusterla (Vigolo Marchese) 


Dai fabbricati dell'azienda agricola svetta il bel torrione con caditoie , facente parte un tempo di un fortilizio che proteggeva Vigolo Marchese . Dopo i Mancassola e gli Sforza passò ai Pusterla, da cui il nome in comune con Casalpusterlengo. Gli estimatori del buon vino sono favoriti nella visita ravvicinata..... 

Proseguiamo e dopo un chilometro circa raggiungiamo Vigolo Marchese e da qui la provinciale che ci riporta a Piacenza. 
 

Il nostro viaggio tra i castelli e le torri del Piacentino è completato. Speriamo che sia stato occasione oltre che per un ritorno al passato anche per apprezzare la natura della nostra provincia 

ed aiutarci a difenderla per il futuro. 
 
 

Bibliografia: I castelli del Piacentino - Carmen Artocchini - Ed. TEP Piacenza