La val Nure con il suo fiume interamente piacentino è forse
la valle più amata dai naturalisti e dagli escursionisti per la
ridotta antropizzazione e per le evidenze naturali che offre nella parte
montuosa.
Chiusa nell'alta valle dai 1777 metri del monte Bue ,dal Ragola (m.1711)
e dal Nero (m.1753), trova sbocco verso il parmense e S.Stefano d'Aveto
con il passo dello Zovallo (m.1494) che segna anche il confine piacentino.
La zona del monte Nero con il suo lago di origine glaciale (m.1540) è
senz'altro quella naturalisticamente più interessante per la flora
alpina che vi si riscontra a cominciare dal pino mugo, praticamente assente
negli Appennini. Destinata dalla regione a Parco naturale, attende da anni
una definizione del suo status, comunque difesa dal rispetto della sua
gente e dallo scarso turismo. Altro gioiello da non perdere è l'altopiano
del lago Moo (m. 1106) sopra Ferriere con una puntata al lago Bino (m.1298),
(vedi
itinerario su ns. sito) zone che rappresentano la metà preferita
dei fungaioli nostrani e non nella ricerca dei pregiati porcini valnuresi.
Descrivere oltre la natura della val Nure richiederebbe volumi (ci sono
in libreria testi interessanti in merito) e metterebbe in ombra l'altro
aspetto della valle che ora ci interessa e che fa da oggetto dell'itinerario
che vi proponiamo: castelli e torri, memorie di tempi lontani che riportano
nell'oggi immagini ed esperienze umane scolpite nella pietra, dai grandi
fortilizi della pianura alle isolate dimore della montagna.
La val Nure presenta innumerevoli tappe per chi vuole iniziare questa
ricerca, per questo limiteremo le notizie storiche per dare spazio alle
immagini con le indicazioni per arrivare in zona.
In quanto tempo si può percorrere questo itinerario? Sta a voi
deciderlo. Si può fare in un giorno saltando i siti più scomodi,
in una settimana fermandosi a riflettere e magari a soddisfare anche l'appetito
che l'aria della valle risveglierà immancabilmente.
Iniziamo il viaggio da Piacenza raggiungendo con la tangenziale la strada
di val Nure, indicazione Bettola, tenendo la sinistra orografica del fiume
fino a raggiungere dopo 11 km. Podenzano
Castello di Podenzano. 
Si raggiunge imboccando per 200 m. in centro paese la strada per
S.Giorgio (a sinistra).
Sorto nel 1200 con i Malaspina, subì varie distruzioni e fu ricostruito
nel 1600. Fornito di quattro torri d'angolo, due rotonde e due quadrate,
è stato restaurato di recente ed è oggi sede comunale.
Visto il castello si prosegue sempre nello stesso senso fino al semaforo
dove si svolta a destra proseguendo per circa un chilometro fino al bivio
con deviazione sulla sinistra per Altoè.
Castello di Altoè. 
Risalente alla fine del 1300 il castello Anguissola, che è
dimora privata e quindi osservabile dall'esterno, presenta una bella torre
merlata e un ingresso con portoni a volta molto bello. Il tutto è
molto ben conservato e merita la sosta, dopo di cui torniamo verso il bivio
per Podenzano ma proseguiamo diritto raggiungendo il raccordo con la provinciale
dove svolteremo a sinistra verso Grazzano Visconti.
Castello di Grazzano Visconti. 
Il paese di Grazzano è certo il più visitato e fotografato
del piacentino, nonostante sia solo una ricostruzione meravigliosamente
ben fatta di un borgo medioevale ad eccezione della chiesa di origini romaniche
ma ricostruita nel 1700 e del castello sorto nel 1395 dopo le nozze di
un Anguisssola con Beatrice Visconti.
Restaurato nel 1910 dal duca Giuseppe Visconti ( che nell'occasione
fece costruire il borgo curando personalmente le architetture) il castello
è circondato da un ampio parco chiuso da una imponente cancellata
e quindi è osservabile solo di scorcio. Solo in poche occasioni,
tramite il F.A.I. con l'iniziativa dei "giardini aperti" è possibile
entrare nel parco ( che è stupendo) e osservare pur dall'esterno
la dimora ducale.
A questo punto se vi riesce di allontanarvi da Grazzano riprendiamo
la strada provinciale e proseguiamo verso Vigolzone che raggiungiamo dopo
circa 4 chilometri.
Castello di Vigolzone. 
Tra i fortilizi più imponenti e meglio conservati della valle,
questo castello si presenta con una torre merlata di circa 40 metri ed
è residenza privata della famiglia Landi.
Citato già all'epoca delle crociate, fu distrutto nel 1244 da
re Enzo e ricostruito nel 1330 da un Anguissola. Fatto il periplo del castello
che offre varie possibilità per le vostre fotografie proseguiamo
per Ponte dell'Olio, a 5 km.
Prima di superare il ponte sul Nure ed entrare in paese imbocchiamo
sulla destra una deviazione in salita per Bicchignano -Rivergaro. In cima
al colle troviamo un bivio dove lasciamo il mezzo
e a sinistra , in zona Castellaccio, prendiamo una ripida carraia che
ci porta ai ruderi di un antico maniero.
Castello di Bicchignano (rovine). 
I resti di un torrione ci danno idea dell'imponenza che doveva avere
il castello e della sua struttura, parte in pietra e parte in mattoni,
dominante la vallata.
Dopo una dovuta riflessione sulla caducità delle opere umane
torniamo verso Ponte dell'Olio
e attraversato il Nure percorriamo la strada lungo fiume fino ad un
incrocio che a sinistra porta in paese e dove troveremo la deviazione per
Castione che raggiungeremo dopo circa 6 km.di piacevole se pur tortuosa
strada collinare.
Torrione di Castione. 
Residuo di un antico maniero ( "castrum" da cui il derivato Castione)
troviamo un bel torrione quadrato con residui di mura risalenti al Mille.
Torniamo a Ponte dell'Olio e riprendiamo la strada per l'alta valle, fermandoci
però subito all'uscita del paese all'indicazione "Riva".
Castello di Riva 
Entrati nel borgo ci appare in tuta la sua imponenza il castello,
di proprietà privata. Costruito in sassi il fortilizio, che è
possibile vedere dall'esterno anche scendendo dal borgo nel greto del Nure,
presenta proprio lungo il fiume un mastio imponente con una vistosa merlatura.
Dall'ingresso si possono notare le chiome di due enormi faggi rossi
che sono il vanto del piccolo parco interno. Lasciata Riva proseguiamo
per un chilometro circa fino alla deviazione a destra per Carmiano. Attraversato
il ponte superiamo l'abitato con la strada per Chiulano e dopo poco alla
nostra destra appaiono le logge del sito Balzarelli, un affascinante
costruzione di origini antiche ma non documentate. Data un occhiata al
piccolo borgo proseguiamo fino alla deviazione per Spettine, prossima meta.
Castello di Spettine 
La sagoma del castello domina la strada da un colle sovrastante.
Raggiunta la sede dei Boys-scout facilmente individuabile ai piedi del
colle, si può salire a piedi al fortilizio con un sentiero che parte
proprio appena dopo la casa. Ci accoglieranno i resti di muraglioni crollati
e il fabbricato ancora in piedi del corpo centrale. Sul fronte è
sorta una costruzione non ancora ultimata che sembra un magazzino o un
fienile e che con l'ambiente e il castello del 1100 ci sta come i cavoli
a merenda.... Respirata l'aria pura e ingoiato il rospo continuiamo lungo
la strada risalendo la valle fino al ponte di Biana. Non lo attraversiamo
e prendiamo a destra la deviazione per Ebbio.
( Da tener presente che la strada è stretta e tortuosa e in
parte non asfaltata. Se avete problemi per il percorso passate il ponte
e puntate direttamente su Bettola "saltando" Ebbio).
Torre di Ebbio 
Costruzione massiccia posta nel centro dell'abitato questa torre
( detta degli Scribani) ricalca come struttura quella di altre che incontreremo
in val Nure e risulta ancora integra anche se il lato verso valle è
precluso all'accesso per lavori in corso.
Da Ebbio torniamo a valle e imbocchiamo la deviazione per Pradello sulla
destra.
Se avete "saltato" Ebbio e quindi vi trovate a Bettola trovate le indicazioni
per Pradello prendendo la strada alla vostra destra attraversato il ponte
(sono circa 4 chilometri).
Torre dei Colombo a Pradello. 
La bella torre che si trova nell'abitato e che è stata restaurata
di recente ospita un piccolo museo "Colombiano", infatti sia la tradizione
sia carte dell'epoca fanno ritenere che i Colombo abitassero questa costruzione
e che anche Cristoforo sia quindi originario del piccolo borgo.
Torniamo a Bettola .
Castello di Rossoreggio 
L'abitato di Rossoreggio si raggiunge imboccando la strada per Vigolo
che si trova appena prima di Bettola sulla sinistra per chi viene da valle.
Sono circa 7 chilometri di curve e l'ultimo è una deviazione sulla
sinistra non asfaltata, ma ne vale la pena. Il castello, di cui oggi rimane
in buone condizioni uno splendido torrione, era uno dei rifugi fortificati
dei _Nicelli . Luogo di nascita del pittore piacentino Pacifico Sidoli
è proprietà della stessa famiglia che ha trovato nel piccolo
borgo linfa artistica per continuare l'opera del padre.
Da Rossoreggio si può raggiungere con una strada bianca la val
Riglio, ( vedi
itinerario su ns. sito).
Sono 4 chilometri circa e l'ultimo tratto presenta un fondo malmesso,
ma riserva piacevoli sorprese per chi ama la natura semplice e incontaminata.
Torniamo verso Bettola e arrivati alla provinciale entriamo in paese
e alla fine del rettilineo giriamo a sinistra ( di fronte al ponte che
attraversa il Nure a destra) per Bramaiano- Pratobarbieri.
Passati sotto un voltone caratteristico dopo poco troviamo alla nostra
destra una bellissima costruzione.
La torre Farnese di Bettola 
Voluta e fatta costruire nel 1540 dai Farnese per tenere sotto controllo
le litigiose famiglie dei Camia e dei Nicelli la torre fu distrutta da
una sollevazione popolare ma venne ricostruita nel 1561 e ancor oggi l'ottima
conservazione e restauro dei proprietari attuali ci permettono di ammirarne
le semplici linee ed i suoi artistici balconcini.
Proseguiamo lungo la strada e dopo un chilometro circa alla nostra sinistra
su un piccolo colle
ci appare una stupenda costruzione tutta logge e porticati: la "Caminata".
Castello di Bramaiano ( "la Caminata"). 
Le origini di questo sito si perdono nel primo medioevo, ma la costruzione
attuale presenta tutta una serie di rifacimenti seicenteschi, in particolare
loggiati e porticati di una armoniosa bellezza.
Una stradina da fare a piedi permette l'avvicinamento al palazzo, con
la dovuta cautela in quanto di proprietà privata. Fatte le foto
di rito torniamo a Bettola. ( Per gli amanti dell'avventura e della natura
di fronte alla "Caminata" c'è la deviazione non asfaltata per Rigolo
e la sua valle perduta.... provare per credere).
Tornati a Bettola attraversiamo il ponte e dopo una sosta nella bella
piazza proseguiamo lungo la provinciale verso Farini (Farini d'Olmo). Si
costeggia il Nure per lunghi tratti con scorci interessanti del fiume e
delle rocce stratificate che lo caratterizzano. Dopo 9 chilometri arriviamo
in paese e qui prima del ponte che riporta in sponda orografica destra
prendiamo la strada per Mareto e dopo 6 chilometri di tornanti raggiungiamo
Cogno S.Savino ( mt.830).
Cogno S. Savino 
Il paese sorge su uno sperone roccioso che termina con una rupe
a picco sulla valle del Rio Rossane e da cui si gode, facendo attenzione
, un panorama eccezionale che spazia sulla corona dei monti attorno. Il
piccolo borgo era munito di un fortilizio di cui si può trovare
traccia in alcune costruzioni ma la deviazione è giustificata dalla
torre della chiesa, 18 metri in puro stile romanico, tutta in pietra tagliata
con maestria. E' un vero gioiello e anche se non c'entra con le fortificazioni
vale la pena vederla. Torniamo a Farini e al bivio prendiamo la strada
per Pradovera diretti a Cogno S. Bassano. ( c'è anche una strada
diretta tra Cogno S. Savino e Cogno S. Bassano ma non sappiamo quanto praticabile).
Torre di Cogno S. Bassano 
A 8 chilometri da Farini il paese si presenta con una grande chiesa
( dedicata al lombardo S. Bassano) cui si affiancano i resti dell'antico
campanile. Il fortilizio che ci interessa si vede poco più avanti
sulla sinistra, isolato su un promontorio boscoso a valle di un gruppo
di case. Raggiungiamo l'abitato lasciando l'auto o le moto all'ingresso
e scendiamo a piedi fino alla torre, superando il fitto sottobosco. La
costruzione è ancora in buono stato e presenta alcuni interessanti
particolari quali la scaletta d'ingresso e la lunetta scolpita della porta.
Anche l'abitato sovrastante presenta alcune costruzioni in pietra certo
di antica data che meritano una foto. Finita la nostra visita torniamo
a Farini e attraversiamo il ponte verso Ferriere.
Dopo il ponte di Farini si trova anche la deviazione a sinistra per
Groppallo
(mt. 950) che si raggiunge con 8 chilometri di tornanti. Anticamente
munito di fortificazioni oggi scomparse è un interessante abitato
turistico favorito da una posizione eccezionale in particolare della sua
chiesa da cui si gode un panorama unico .
Raggiunta dopo 13 chilometri Ferriere, capitale dell'alta val
Nure e un tempo famosa per le miniere che le hanno dato il nome, vi meritate
una sosta per sistemarvi lo stomaco dopo le curve e il fondo ondulato della
strada. Il paese merita la vostra attenzione e la merita il Nure che da
qui assume dimensioni di piccolo torrente anche se lungo il paese i danni
di una recente piena hanno obbligato a regimazioni pesanti. Proseguiamo
in sponda sinistra lungo la provinciale e dopo circa 5 chilometri troviamo
la deviazione per Gambaro.
Castello di Gambaro ( rovine in ristrutturazione). 
L'abitato di Gambaro era una volta un centro importante dell'alta
val Nure per la sua posizione dominante la via del mare e quindi del sale.
Marchesato fino al tempo del ducato Farnesiano è oggi un simpatico
paesino con poche decine di abitanti che aumentano nel periodo estivo.
Il castello crollato per l'incuria è oggi oggetto di "ristrutturazione"
più che restauro ma comunque la visita è educativa e l'aria
dei circa 900 metri è corroborante.
Torniamo alla provinciale.
A destra prosegue verso l'alta valle e i confini provinciali con il
gruppo del monte Nero.
Dato l'oggetto del viaggio anche se la tentazione è forte non
rimane che tornare a valle e raggiungere Ponte dell'Olio da cui inizieremo
la seconda serie di visite ai
castelli della val Nure, tutti in sponda destra localizzati tra le
prime colline e il Po e a quelli delle contigue valli dei torrenti Riglio
e Vezzeno.
Bibliografia: I castelli del Piacentino - Carmen Artocchini - Ed. TEP Piacenza
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