Castelli e torri della val Nure ( 2° ), val Riglio e val Vezzeno.

Lasciata l'alta val Nure scendiamo verso Ponte dell'Olio. Dopo Biana alla nostra destra apparirà una torre isolata su un monte . E' quella di Montesanto che però, assieme ai ruderi dell'omonimo castello, è difficile da raggiungere. Se qualcuno volesse provarci la strada per la località Montesanto si prende a Biana e sbocca ugualmente a Ponte dell'Olio ma è stretta e ripida. 

Arrivati comunque a Ponte dell'Olio giunti in prossimità del ponte prendiamo la strada a destra con 

indicazione Rizzolo - S. Giorgio e dopo 2 chilometri troviamo Folignano. 
 
 

Castello di Folignano 


Posto alla destra il castello presenta 4 belle torri rotonde ed attualmente all'interno ospita un ristorante. La costruzione pur di dimensioni limitate è ancora in buono stato . 

Proseguiamo sempre e alla sinistra dopo poco incontriamo il cimitero di Torrano. Di fianco c'è una strada chiusa alle auto che porta al castello sulla collina, seminascosto da alberi . 
 
 

Castello di Torrano. 


Di origini ante Mille, il maniero conserva ancora muraglioni e torre in pietra del Nure, oltre ad un bell'ingresso con ponte levatoio. Notevoli le querce che lo sovrastano e che riescono a far apparire bassi i pur massicci bastioni. La proprietà è privata per cui è necessario limitarsi alla solita visita esterna, rispettando i limiti indicati. Dalla collina si vede buona parte della pianura che ci apprestiamo a percorrere, scendiamo quindi e continuiamo verso nord, verso S. Damiano.. 
 
 

Castello di S. Damiano


Dopo circa 4 chilometri che per una buona metà costeggiano il campo d'aviazione militare omonimo (possibilità di sorvolo in decollo e atterraggio di Tornado...) arriviamo al paese. Diventato famoso negli anni 70 per la presunta apparizione della Madonna sopra un pero fiorito fuori stagione ( da cui "la Madonna del pero") ha attratto per anni masse di visitatori, ridottisi con il tempo a tour di fedeli francesi, in particolare della Martinica. 

Il castello degli Anguissola è in paese sulla sinistra, e merita una fermata. Restaurato di recente con molta cura presenta ancora 2 torrioni quadrati oltre a torri rotonde e mastio con ponte levatoio. 

E' uno dei castelli che mi affascinano di più, perché pur essendo a misura d'uomo rende comunque l'idea della potenza che un tempo rappresentava . Proseguiamo per Centovera. 
 
 

Torrazzo di Centovera


Lo si incontra lungo la strada a sinistra dell' aereoporto e vale una foto. Faceva anch'esso parte del feudo Anguissola e proteggeva S.Damiano come avamposto verso il nord.

Da Centovera andiamo verso Godi e in prossimità del fine pista dell'aereoporto, segnalato da molti fari, prendiamo la deviazione a destra per Viustino e la val Riglio.. 
 
 

Castello di Viustino 


In prossimità del ponte giriamo a destra e dopo poco troviamo il castello che ora fa parte di un'azienda agricola. Il fortilizio, sorto nel 1300, pur essendo di dimensioni ridotte è stato teatro di vari scontri tra guelfi e ghibellini e in seguito tra le famiglie nobili degli Scotti e dei Nicelli. 

Proseguiamo verso Ronco e dopo 3 chilometri arriviamo alle poche case del paese. ( Da notare alla fine del lungo rettilineo sulla destra un laghetto coperto nel periodo estivo da ninfee bianche). 

Al bivio prendiamo a sinistra verso Veggiola e appena imboccata la discesa su un colle sempre a sinistra appare il castello. 
 
 

Castello di Ronco 


Anche questo fortilizio fa parte di un azienda agricola e come a Viustino vi combatterono nel 1088 guelfi e ghibellini. Nel 1500 poi vi si accapigliarono i nobili dell'epoca, in questo caso Landi e Arcielli. 

Proseguiamo verso valle e dopo il ponte sul Riglio troviamo Veggiola. 
 
 

Castello di Veggiola 


Il castello si trova oltre il paese lungo una strada tra i castagni e si può raggiungere a piedi (salvo nuovi divieti) anche se la visita è limitata ad un occhiata esterna. 
Una curiosità: il castello fu negli anni '60 scenario per un film di guerra con Rock Hudson e la Koscina ," I lupi attaccano in branco", non certo un capolavoro ma che a quei tempi in provincia suscitò molto interesse, specie per le comparse che vi parteciparono.... 

Tornati alla strada prendiamo la strada del ritorno verso Veggiola ( a meno che vogliate proseguire verso Riglio che si raggiunge dopo 4 chilometri di cui un paio sterrati). 

A Veggiola in prossimità del ponte sul Riglio che porta a Ronco prendiamo a destra la strada per Gusano. La strada corre per buona parte sotto una galleria di piante e sbuca, alla fine della salita, 

sul crinale tra val Riglio e val Vezzeno, offrendo bellissime panoramiche. Al primo bivio prendiamo a sinistra per Sariano. La strada ora scende verso valle e dopo circa un chilometro alla nostra destra (se andiamo adagio...) ci appare la valle di Sariano dominata dal castello. Vale la pena di lasciare l'auto un attimo e di dare un occhiata, anche perché il castello è raggiungibile dalla valle ma la vegetazione che lo nasconde lo rende " poco fotografabile", per cui è meglio una veduta panoramica....Proseguiamo la discesa e superata una bella chiesetta romanica arriviamo al bivio 

sulla provinciale. Prendiamo a destra per Sariano - Gropparello e dopo poco in prossimità di un monumento ai caduti giriamo ancora a destra. 
 
 

Castello di Sariano 


Il castello trecentesco si può raggiungere anche a piedi dal paese, ma essendo proprietà privata e come detto prima difficilmente fotografabile, meglio è dedicarsi ai calanchi del Rio Rosello ( vedi itinerario sul nostro sito), che corre nei pressi e che possiamo risalire lungo una carraia. 

Tornati alla provinciale prendiamo a destra verso Gropparello che raggiungiamo dopo pochi chilometri. 
 
 

Castello di Gropparello 

Questo fortilizio, costruito su uno sperone roccioso a picco sul Vezzeno, è uno dei più belli e meglio conservati della provincia. Ha una forma caratteristica che ha seguito il profilo della roccia 

e presenta un mastio centrale con torri e un ingresso con ponte levatoio. Le sue origini vengono fatte risalire all' 800 d.C., venne distrutto nel '200 e prontamente ricostruito. Oggi i proprietari ne permettono la visita a pagamento, oltre ad organizzare varie iniziative indirizzate particolarmente ai più piccoli (informarsi allo 0523 855814 o allo I.A.T. più vicino ). 

Lasciato Gropparello proseguiamo verso monte per Montechino. 
 
 

Castello di Montechino. 


Dopo alcuni chilometri di strada tra belle colline e boschi sempre sul crinale si arriva a Montechino, un tempo centro importante per l'estrazione di petrolio ma oggi ridotto a poche case . Il castello, dei Confalonieri nel medioevo e poi per secoli dei Nicelli è sulla destra e domina la val Riglio. La visita si limita a uno sguardo da un sentiero che scende verso il castello ma che è interrotto dalla proprietà privata. Peccato perchè il maniero , fino a non molti anni fa abbandonato, è notevole, tutto in sasso con belle merlature. 

Torniamo a valle e continuiamo la strada che sbocca sulla provinciale.Dopo la localita di Celleri alla nostra destra troviamo l'indicazione Torre Pallastrelli che si raggiunge con un lungo viale. 


La deviazione è breve e porta ad una bella torre privata che comunque si può vedere bene. 

Tornati alla strada principale proseguiamo diritto fino alla provinciale Al bivio giriamo a sinistra, verso S.Giorgio -Piacenza. A S.Giorgio il castello è in centro paese ed è di proprietà comunale. 

Castello di S.Giorgio 


Pur ristrutturato il fortilizio mantiene una imponente torre che domina il paese. Sorto verso il Mille 

fu teatro anch'esso di scontri tra guelfi e ghibellini e divenne poi proprietà degli Anguissola. 

La stessa famiglia costruì in paese agli inizi del '600 una rocca che viene attribuita come progetto al Vignola. La costruzione è circondata da un grande parco le cui mura corrono vicine alla parte alta della piazza e impediscono praticamente anche la vista della bella dimora. 

Lasciamo S. Giorgio e appena fuori dalla piazza sulla destra prendiamo la strada per Montanaro che si raggiunge dopo 3 chilometri circa. 
 
 

Castello di Montanaro 


Il castello si presenta più come un palazzo settecentesco che come struttura difensiva e ha subito notevoli rimaneggiamenti venendo utilizzato per vari enti. E' di proprietà statale e ai suoi tempi doveva essere un fortilizio poderoso, ma "gloria transit..."ecc..Proseguiamo adesso verso il castello di Paderna che è ad un solo chilometro da Montanaro. 
 
 

Castello di Paderna  


Le origini di questo castello si perdono anteriormente al Mille, comunque il primo dato certo è un rogito del 1028 che lo assegnava a Ildergarda, figlia di un re dei Franchi. E' ottimamente conservato e mantiene ancora il fossato attorno alle mura . E' tra i siti visitabili e ospita annualmente la mostra della "frutta antica". Per informazioni 0523 51645. 

Continuiamo la strada per Valconasso ( dove esiste una massiccia costruzione un tempo fortilizio) e continuiamo seguendo le indicazioni per Pontenure, a 3 chilometri circa. 

Il paese, data la sua importanza per il ponte sul fiume che gli da il nome e posto a cavallo della via Emilia, aveva rocche e fortilizi ma oggi rimane da vedere solo la bella torre romanica della chiesa. 

Da Pontenure prendiamo la strada a destra che porta a Muradello- Caorso e raggiungiamo l'ultimo castello della val Nure prima del Po. 
 
 

Castello di Muradello 


Il castello sorto nella metà del 1400 ad opera dei Nicellinon è di dimensioni enormi ma conserva comunque una struttura abbastanza integra con torrione e merlatura. All'interno del cortile ( è di proprietà privata quindi la visione è soggetta al permesso dei proprietari...) c'è un bel loggiato. 

Da Muradello prendiamo la strada a sinistra che porta alla provinciale Piacenza- Cremona e lasciamo per un altra volta Caorso , che sarà il nostro punto di partenza per i castelli della val Chiavenna , Chero, Arda e Stirone. 
 

Bibliografia: I castelli del Piacentino - Carmen Artocchini - Ed. TEP Piacenza