Le piante velenose

Le piante velenose intorno a noi
 

Intorno a noi, nei boschi ed ai margini delle strade ma addirittura nei nostri giardini e nelle nostre case si possono trovare specie di piante che se ingerite possono provocare danni anche letali all'uomo. La componente velenosa o anche più di una, può essere localizzata nei fiori, nei frutti, nei semi, nelle foglie o anche in tutta la pianta e gli effetti provocati possono andare da un semplice mal di pancia alle convulsioni, dal coma all'arresto cardiaco. 

In pericolo non sono solo i bambini piccoli che portano facilmente alla bocca le cose che attirano la loro attenzione ma anche ragazzi e adulti. Val la pena quindi di dedicare un poco di tempo a conoscere le principali di queste piante ricordando che in ogni caso bisogna evitare l'ingestione di vegetali di cui non si ha la sicurezza assoluta ( questo vale in particolare per i funghi...) della commestibilità. 

Ricordiamo comunque che anche le piante velenose vanno rispettate in quanto svolgono la loro funzione naturale indipendentemente dalla pericolosità per l'uomo. 

Insomma cerchiamo di ritrovare un poco delle conoscenze che l'uomo del passato aveva sulle piante velenose, utilizzate spesso in dosi controllate come medicinali. Era però facile (quando addirittura non voluto) sbagliare le dosi e causare gravi danni ai pazienti (o ai nemici). 

Vediamo alcuni esempi di piante velenose che possiamo incontrare raccomandandovi di consultare pubblicazioni specifiche sull'argomento. 

In casa: sembra impossibile ma anche tra le mura domestiche sono presenti piante pericolose. 

Chi non ha nel periodo natalizio una Stella di Natale (Euphorbia pulcherrima) in casa? Ebbene la linfa delle foglie può causare vesciche alla pelle e se ingerita gravi problemi gastrici. 
 

Nei nostri giardini: diffuso come albero ornamentale il Tasso (Taxus baccata) chiamato in passato "albero della morte"...Tutta la pianta è velenosa, eccetto la parte rossa delle bacche. L'ingestione provoca dolori, convulsioni, paralisi e quindi la morte.... 

Altra specie che ha effetti letali è il comunissimo Lauroceraso (Prunus laurocerasus), utilizzato per siepi e che ha componenti che liberano cianuro. Molto comune ed altrettanto pericoloso l'Agrifoglio, (Ilex aquifolium) le cui bacche rosse possono essere mortali per un bambino. 

Una pianta non molto diffusa ma che vale la pena di segnalare per la sua pericolosità è lo Stramonio (Datura stramonium), arbusto riconoscibile per i suoi fiori, enormi campanule bianche. Questa pianta contiene degli alcaloidi pericolosissimi che danno allucinazioni e gravi danni al sistema nervoso cui può seguire la morte. Gli indiani d'America ne usavano gli infusi per provocarsi allucinazioni con cui credevano di incontrare il "grande Spirito"..e qualche volta se lo stregone sbagliava le dosi lo trovavano davvero....Alcuni ragazzi di Siena anni fa fecero un esperienza del genere, finirono in coma e si salvarono solo dopo lunghe cure. Immancabile in vaso l'Oleandro (Nerium oleander) contiene principi attivi che provocano danni gastrici e problemi cardiaci cui possono seguire coma e morte entro 24 ore. Voi direte che nessuno si mettererebbe a mangiare foglie o fiori di oleandro, ma qualche sprovveduto potrebbe pensare di guarnirne un insalata!! 

Anche il delicatissimo Mughetto (Convallaria majalis) è velenoso, per cui accontentiamoci di annusare il profumo dei fiori, evitando di assaggiarne le bacche. 
 

Nei prati e nel sottobosco: in autunno dalla pianura alla montagna possiamo trovare dei piccoli fiori rosa, simile ai Crocus di primavera per la forma. Si tratta del Colchico o zafferano matto (Colchicum autumnalis), specie velenosa in ogni sua parte. Una coppia di anziani , a primavera, aveva raccolto i germogli di questa pianta scambiandoli per quelli di una specie commestibile, il cosidetto "baciaprete", simile all'asparago. Gli effetti furono letali per l'uomo che non superò le complicazioni dovute agli alcaloidi contenuti nella pianta. 

Molto comune in pianura, lungo i bordi delle strade troviamo un piccolo giglio bianco volgarmente chiamato "Latte di gallina" per il lattice che secerne. Anche questa pianta (Ornithogalum umbellatum

contiene sostanze velenose in ogni sua parte e pur non essendo mortale può provocare forti disturbi intestinali. 
 

Nel bosco: le bacche sono per i loro colori un invito a raccoglierle ma non sempre si tratta di specie commestibili. In particolare le bacche rosse del Fior di stecco (Daphne mezereum) così chiamato per la precoce fioritura che avviene prima della comparsa delle foglie sono attraenti ma velenosissime. 

Il fusto e le bacche infatti contengono principi attivi irritanti potentissimi che provocano ulcerazioni alla bocca ed allo stomaco, delirio e in casi gravi la morte (per ingestione di una dozzina di bacche). 

Altre bacche rosse pericolosissime sono quelle della Brionia o vite bianca (Bryonia dioica), una pianta rampicante che si nota in inverno avvolta attorno ai rami nudi delle piante. 

Nel bosco possiamo trovare decine di piante con o senza bacche che se ingerite o manipolate senza riguardo possono creare problemi. Teniamone conto e comportiamoci di conseguenza: 

1) Lasciamo dove sono fiori e piante selvatiche 

2) Evitiamo qualsiasi frutto che non sia tra quelli sicuramente conosciuti 

3) Teniamo sotto controllo i più piccoli 

4) Non mangiamo bacche anche se abbiamo visto gli uccelli farne scorpacciate: hanno sistemi digerenti diversi dal nostro. 

Cliccate sulle foto per ingrandirle

daphnemezereum daphnembacche convallariamajalis convallariambacca
Daphne mezereum Daphne m. bacche Convallaria majalis Convallaria m. bacca
       
bryoniadioica ilexaquifolium daturasfiore daturastramoniumfrutto
Bryonia dioica Ilex aquifolium Datura stramonium Datura s. frutto
       
euphorbia euphorbiapulcherrima colchicumautumnalis taxusbaccata
Euphorbia helioscopica Euphorbia pulcherrima Colchicum autumnalis Taxus baccata
       
ornithogalumumbellatum prunuslaurocerasus neriumoleander ricinuscomunis
Ornithogalum umbellatum Prunus laurocerasus Nerium oleander Ricinus comunis
       

I funghi: basta leggere i giornali nel periodo estivo per capire quanto sia pericoloso andar per funghi senza esperienza. Per cui, se vogliamo iniziare questa attività dobbiamo passare attraverso un lungo periodo di tirocinio, accompagnandoci con amici esperti ed imparando a raccogliere innanzi tutto le specie sicure, lasciando nel bosco (senza distruggerle!!) tutte quelle dubbie. 

E se decidiamo di andare nel Piacentino ricordiamoci che è necessario un tesserino giornaliero o settimanale o mensile che si trova pagando nei bar delle zone di raccolta. Le guardie ecologiche tra gli altri hanno anche il compito di controllare i fungaioli......